2 anni alla scadenza

Il giorno di Deborah è arrivato! Deb si è fatta spazio nel disordine del suo bilocale nei vicoli ed è uscita di casa. Piercing, capelli rosa, scarpe con il pon-pon turchese e l’innata capacità di dire la cosa sbagliata al momento sbagliato. Da oggi la sua storia è a disposizione per tutti coloro che la vorranno leggere. Badate bene, però: non troverete tramonti romantici in riva al mare, né principi azzurri in sella a un cavallo bianco. No. Debby al tramonto lavora in un pub del Porto Antico di Genova e i suoi principi hanno il mantello un po’ stinto…

Copertina di Alex Mantovani.

Card di presentazione realizzata da Alice Talarico.

Dalla quarta di copertina:

Caro diario. Mi chiamo Debby, ho trentun anni e vivo a Genova. Perché tenere un diario dopo aver superato i trenta? Idea della mia psicologa. Già. Vado dalla psicologa da un po’ di anni. Ormai la chiamo per nome. Sara mi ha detto di prendere un diario della durata di due anni per annotare le mie evoluzioni amorose. A quanto pare le mie storie hanno la scadenza regolata sui ventiquattro mesi. È come se impostassi un orologio, un timer, non so. Fatto sta che scaduti i due anni, scade il ragazzo, come fosse un cartoccio di latte andato a male. Cioè, all’inizio sono tutti principi azzurri; poi, non so come, si trasformano sempre in orchi cattivi che le fanciulle le rapiscono per sbatterle nella torre, non per salvarle. Le intrappolano, le fanno sentire in gabbia.

Propositi per il 2018:
1. Rimanere single per almeno qualche mese.
2. Tenere un lavoro per più di un anno.
3. Fare un tatuaggio.

Ostacoli nel 2018:
1. Ho conosciuto Samuel.
2. Perché il mio capo non sopporta Sammy?
3. Ho paura di ciò che è permanente. Meglio il septum.

Trovate il libro a questa pagina:
https://www.amazon.it/…/B097Q7SCF8/ref=tmm_kin_swatch_0… 

Pubblicato da Silvia Civano

Genovese, classe 1987. Scrivere per me è come respirare aria pura. Scrivo libri, racconti e recensioni. Mi piace dedicarmi a generi diversi. Leggo thriller, fantasy, romance e horror. Amo la natura, ma anche le città. Questo perché adoro i contrasti. Mi appassiona ciò che in apparenza non si combina. È una sfida far combaciare parti di puzzle che non appartengono all'immagine prevista.

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