2 anni alla scadenza

Il giorno di Deborah è arrivato! Deb si è fatta spazio nel disordine del suo bilocale nei vicoli ed è uscita di casa. Piercing, capelli rosa, scarpe con il pon-pon turchese e l’innata capacità di dire la cosa sbagliata al momento sbagliato. Da oggi la sua storia è a disposizione per tutti coloro che la vorranno leggere. Badate bene, però: non troverete tramonti romantici in riva al mare, né principi azzurri in sella a un cavallo bianco. No. Debby al tramonto lavora in un pub del Porto Antico di Genova e i suoi principi hanno il mantello un po’ stinto…

Copertina di Alex Mantovani.

Card di presentazione realizzata da Alice Talarico.

Dalla quarta di copertina:

Caro diario. Mi chiamo Debby, ho trentun anni e vivo a Genova. Perché tenere un diario dopo aver superato i trenta? Idea della mia psicologa. Già. Vado dalla psicologa da un po’ di anni. Ormai la chiamo per nome. Sara mi ha detto di prendere un diario della durata di due anni per annotare le mie evoluzioni amorose. A quanto pare le mie storie hanno la scadenza regolata sui ventiquattro mesi. È come se impostassi un orologio, un timer, non so. Fatto sta che scaduti i due anni, scade il ragazzo, come fosse un cartoccio di latte andato a male. Cioè, all’inizio sono tutti principi azzurri; poi, non so come, si trasformano sempre in orchi cattivi che le fanciulle le rapiscono per sbatterle nella torre, non per salvarle. Le intrappolano, le fanno sentire in gabbia.

Propositi per il 2018:
1. Rimanere single per almeno qualche mese.
2. Tenere un lavoro per più di un anno.
3. Fare un tatuaggio.

Ostacoli nel 2018:
1. Ho conosciuto Samuel.
2. Perché il mio capo non sopporta Sammy?
3. Ho paura di ciò che è permanente. Meglio il septum.

Trovate il libro a questa pagina:
https://www.amazon.it/…/B097Q7SCF8/ref=tmm_kin_swatch_0… 

Recensione “Tre amiche a New York” di Silvia Civano

“Un chick lit che saprà condurvi a New York e farvi vivere la città come se foste voi a camminare nei parchi, a salire sui palazzi o ad ammirare i paesaggi più sognati al mondo. Un libro che non vedi l’ora di leggere. Anche se leggero e scorrevole analizza tematiche attuali quanto importanti il mondo del lavoro per i giovani laureati, la famiglia e le amicizie storiche, l’amore. Ad unire il tutto lei, la protagonista per eccellenza, New York e un tour ricco di curiosità che non potrà che farvi innamorare di questa città. Insomma lo consiglio a tutti e sono certa che non vi deluderà”.
Essedisposa
#treamicheanewyork

eSse di Sposa®

New York è una delle mete più scelte per viaggi di nozze o in generale dalle coppie per le loro vacanze. Io personalmente non ci sono ancora andata ma è un piccolo sogno nel cassetto che spero di realizzare a breve! Nel frattempo sono una divoratrice di libri ambientanti nella Grande Mela e proprio per questo voglio parlavi del libro “Tre amiche a New York” di Silvia Civano.

Recensione “Tre amiche a New York” di Silvia Civano su eSse di Sposa – Photo by Sincerely Media on Unsplash

Se volete sapere qualcosa di più su Silvia trovate una sua intervista nella rubrica Le interviste di eSse.

Genere chick lit che, in versione self publishing, è uscito in versione cartacea ed e-book. Il libro è stato pubblicato a maggio 2019 ed è composto da 340 pagine suddivise in 70 capitoli che vi faranno partire da Genova per atterrare a…

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“Frozen in Love” di Silvia Civano, Panesi Edizioni.

“Frozen in Love” è una storia d’amore che nasce dall’odio. Sì, avete letto bene ed è questa la particolarità di quest’opera. L’autrice, infatti, usa l’amore (quello classico a forma di cuore) per spiegare gli effetti del razzismo, delle ingiustizie, dei pregiudizi, dell’emarginazione, della discriminazione, del bullismo e della cattiveria; usa l’amicizia (quella autentica) per far emergere quanto male possa fare la solitudine; l’essere figlia per mantenere vivo il ricordo di una madre che non c’è più, la cui presenza è costante e ben dosata.

E infine il pregiudizio e l’arroganza che sono, in questo caso, terreno fertile per i sogni: quelli veri, quelli che sei disposto a tutto, quelli sani, quelli della rinascita.

Recensione a cura di Valeria Gatti

BOOD di Valeria Gatti

Oggi vi voglio portare in un sogno e no, non sono impazzita, anche se potrebbe sembrare…

È successo che dalla lista dei tanti libri che ho in attesa di essere letti, ho pescato lui, senza un criterio logico, senza premeditazione e senza strategia: cioè come faccio sempre. Ho iniziato “Frozen in Love” di Silvia Civano, pubblicato da Panesi Edizioni, con una convinzione e ne sono uscita con un’altra.

Andiamo con ordine.

Nel mio casellario, “Frozen in Love” è rimasto tra i romantici, quelli dei sentimenti a valanga e dei cuori pulsanti eppure la storia di Jasmine – la sua originalità e i molti messaggi che l’autrice ha sparso tra le righe – ha reso questa lettura più coinvolgente del previsto.

La trama inizia da un ritorno: Jasmine, dopo la perdita della mamma, ritorna a vivere a casa del padre a Wentimon, Canada. La ragazza, ora diciottenne, è vissuta in Egitto…

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Cime tempestose

Buongiorno a tutti!

Voi avete un libro che odiate e rispettate al tempo stesso? Io odio e rispetto “Cime tempestose”, di Emily Brontë. Ho patito durante l’intera lettura del romanzo. I thriller e i distopici mi mettono meno angoscia di quest’opera.

Passione, violenza psicologica e vendetta. Sono questi i tre ingredienti che mi hanno logorato l’anima leggendo “Cime tempestose”. Non c’è stato un solo personaggio che abbia amato. L’amore intenso, folle e geloso che ha intossicato la vita non solo di Heathcliff e Catherine, ma anche quella di coloro che hanno avuto la disgrazia di incrociarli lungo il cammino, mi ha lasciato un’angoscia profonda. Angoscia che non voleva abbandonarmi. Ecco perché odio “Cime tempestose”, per la tempesta di emozioni negative che ho provato durante e dopo la lettura. Per lo stesso motivo, però, rispetto profondamente l’opera di Emily Brontë. Perché non è facile suscitare emozioni così forti. Senza contare che è indiscutibilmente un capolavoro letterario.

Ho apprezzato molto la tecnica narrativa usata: più voci narranti, in apparenza lontane dalla vicenda, eppure in grado di inserire il lettore lì, nella brughiera dello Yorkshire. A guardare intere vite distrutte, consumate dal risentimento. Un’opera che è meritatamente entrata nei classici della letteratura inglese e che non dimenticherò mai.

#autoriinvetrina – Silvia Civano

Nei miei libri pongo come sfondo un tema che mi sta a cuore e poi ci costruisco intorno la storia. Per la saga fantasy su “Posso” il tema è l’inquinamento ambientale, per “Tre amiche a New York” la disoccupazione giovanile, per “Oltre la tempesta” la perdita e riscoperta di sé stessi, per “Frozen in love” il raggiungimento dei propri sogni, per “Il telefono dell’aldilà” l’amicizia. Studio in modo accurato l’ambiente in cui si svolge la storia per descriverlo in modo fedele. La scrittura e la lettura le vedo come un momento di intrattenimento ma anche di formazione. Sono molto critica con me stessa e cerco di documentarmi per migliorare sempre di più.

Cover reveal- “Tesori abbandonati” di Silvia Civano

Grazie, cara Alice. Hai organizzato un blog tour strepitoso 🧡🧡🧡

Libri in un mondo rosa

Scheda libro:

Titolo : Tesori abbandonati

Autrice:SilviaCivano

Genere: Fiaba per bambini

-Casa Editrice: Self Publishing

Data di uscita: 24/06/2020

Disponibile in formato eBook e cartaceo su Amazon

Trama:

Il repartolibri usatidel negozio “Tesori abbandonati”è in pericolo.

Matematica e Italiano battibeccano come sempre, quando un uomo incappucciatoentra nella bottega. Il signor Luigi sonnecchia sulla sedia di vimini e non si accorge di nulla. Che intenzioni ha l’estraneo? Storia e Filosofia conoscono la risposta…

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«Le mie pagine sono più nuove delle tue» si vantava Matematica.

«Però sono tutte scarabocchiate» ribatteva Italiano.

«Senti chi parla! Le tue sono colorate di giallo e di fucsia» si difendeva la prima.

«Per forza, chi mi ha letto doveva decidere cosa avessi di importante da dire» continuavailsecondo.

E via così, ogni giorno la stessa storia. E sì, anche Storia aveva molte pagine evidenziate, quindi di cose importanti…

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La storia infinita

“Preferisco racchiudermi in un mondo fantastico, che abbandonarmi alla triste realtà, perché è la vita la vera finzione”.

📚 • 📚 • 📚

Questa frase la scrissi all’età di tredici anni. Ero una ragazzina allegra, ma i miei scritti non lo erano altrettanto. Era come se attraverso la penna esprimessi le mie angosce, i miei timori. Poi arrivò “La storia infinita”, di Michael Ende, e per la prima volta capii di non essere sola nel mondo di Fantàsia. Il film lo avevo già visto e amato, ma vi sorprenderete di scoprire quanto il libro sia diverso. Lo stesso Ende ha più volte espresso la sua opinione al riguardo, affermando che la propria opera non avesse nulla a che vedere con la trasposizione cinematografica di Wolfgang Petersen.

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Dopo aver letto questo libro meraviglioso, capii che per dare libero sfogo alla creatività era necessario saltare nel nulla immaginario. Solo dopo essere emersa da lì avrei potuto costruire un mondo di valori tutto mio. Rispetto, gentilezza e calma interiore ne sarebbero stati i pilastri. E anche se a volte il caos regnava incontrastato nella mia mente, avrei trovato l’ordine proprio là dove tutti gli altri avrebbero visto solo il nulla. 📚

FROZEN IN LOVE DI SILVIA CIVANO

“Una storia imperdibile, che sa regalare emozioni e farci palpitare. Vi sentirete tristi, nostalgici, poi felici, poi speranzosi e sosterrete la magnifica Jasmine passo dopo passo.
Una storia che parla d’amore inteso come amore per una persona e amore per qualcosa, nel caso specifico lo sport; una storia che parla di scelte, della necessità, a volte, di dover rinunciare a qualcosa che ci fa battere il cuore per andare lontano….
Ma Frozen in love non è solo questo, l’autrice con la sua penna armonica e magnetica, affronta anche un tema importante come quel dell’integrazione e l’accettazione di ciò che è diverso ma in fondo la diversità non esiste siamo tutti essere umani.
Un romanzo che parla di sogni, della forza di lottare per realizzarli. Un’aura di magia avvolge le pagine di questo libro che si incollerà alle fibre della vostra anima per non staccarsi mai più”. Emanuela, @lifefactorymag

E mi chiedo se l’amore è uno solo, se si possono amare due cose nelle stesso momento o se invece, nel nostro cuore, c’è posto solo per una passione, una per volta

Tempo fa ho letto questa frase sul web e l’ho scritta sul mio taccuino senza pensare che un giorno, mi sarebbe servita per iniziare la recensione di un romanzo.
Protagonista dell’articolo di oggi è Frozen in love di Silvia Civano, autrice già nota ed amata dalla sottoscritta.
Questo romanzo è un vero gioiellino, dolce, romantico, struggente, meravigliosamente intenso. Jasmine è una ragazza di origini egiziane che ha da poco perso sua madre e si è trasferita in Canada per vivere insieme a suo padre.
La mancanza della figura materna è forte, ma, Jasmine cerca di non perdere il sorriso e per stare bene si rifugia nel pattinaggio. Trascorre ore ed ore sul ghiaccio, quando i suoi pattini solcano…

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Il giocattolo dei bambini

Buongiorno a tutti! Oggi vi parlo del manga “Il giocattolo dei bambini” (Kodomo no omocha), realizzato dalla mangaka Miho Obana. Quando ero ragazzina guardavo l’anime “Rossana”. Avevo una cotta per Heric. Ragazzo introverso, un po’ scontroso e con un passato difficile. L’esatto opposto di Sana, allegra e chiacchierona. Obana tratta temi più profondi di quanto possa sembrare. Heric, nel manga Akito Hayama, ha una storia molto triste alle spalle. Sua mamma muore quando lo partorisce e lui cresce in una famiglia che lo ignora. La sorella e il padre non gli rivolgono la parola, non lo salutano nemmeno, poiché lo ritengono responsabile della morte della madre. Molti dialoghi sono stati censurati nell’anime. Uno in particolare aveva richiamato la mia attenzione, perché l’immagine non corrispondeva alle parole. Solo dopo aver letto il manga ho capito perché Sana avesse un coltello in mano. Durante una discussione, Sana chiede ad Akito come può aiutarlo, e lui le risponde che il solo modo è quello di ucciderlo. Questa scena mi ha colpito profondamente. Un bambino di circa dodici anni che, parlando con una sua coetanea, dice che il solo modo per alleviare la sua sofferenza è quello di togliergli la vita è un qualcosa di intenso e profondamente violento al tempo stesso. Molto più violento di immagini con sangue e combattimenti. Perché viene urtata la sfera emotiva. Akito è vittima di abusi psicologici e i suoi comportamenti da teppista derivano da una condizione familiare difficile. Viene chiamato “figlio del diavolo” dalla sorella (nell’anime diventa “diavoletto”).

Anche la vera storia della mamma di Sana è toccante. La donna abbandona Sana poiché la partorisce quando lei stessa era una bambina, vittima di abusi sessuali da parte di suo zio. “Il giocattolo dei bambini” è un manga considerato leggero, perché leggeri sono i toni usati per descrivere le situazioni. Ma se ci si ferma a riflettere, si capisce che la leggerezza non ha nulla a che fare con la frivolezza. L’autrice, al lato delle tavole, inserisce strisce di approfondimento in cui si rivolge direttamente al lettore. Si instaura così una sorta di legame con la mangaka, anche perché spesso racconta aneddoti personali.

Intervista a Silvia Civano

La domanda che ho preferito:
2) Il mestiere dello scrittore, al contrario di come molte altre persone pensano, è complicato… Per scrivere un romanzo bisogna progettare, avere le idee chiare e documentarsi dalla A alla Z. Come ti organizzi prima di cominciare la stesura di qualsiasi tuo romanzo?

Dipende, ma in linea di massima preparo lo “scheletro” della storia. Delineo il carattere dei personaggi principali e gli eventi più importanti. Poi, a seconda del genere, preparo più o meno materiale prima di iniziare a scrivere. Per il fantasy o la fantascienza serve più progettazione rispetto al romance, perché spiegare al lettore una realtà che non esiste comporta necessariamente un percorso diverso. Ma quel che faccio sempre è studiare, a prescindere dalla tipologia di romanzo. Per “Tre amiche a New York” ho studiato architettura e storia. Per “Oltre la tempesta” ho consultato diversi atlanti e articoli di psicologia per delineare due personaggi un po’ problematici. Per la saga su Posso c’è uno studio dietro che spazia dalla geografia, all’etnologia, alla storia, alla biologia.

Grazie, Chiara, per questa intervista. Mi hai fatto una domanda più bella dell’altra.

Books.Dreams&Memories

Buon pomeriggio, readers.

Oggi, come promesso, c’è una piccola sorpresa per voi.

Giorni fa ho avuto l’occasione di intervistare Silvia Civano, autrice di molti romanzi di generi diversi e di “Tre amiche a New York”, libro che ho letto, recensito e che ho amato molto. Se volete saperne di più sulla storia di Misa, Mara e Gaia, non vi resta altro che correre a leggere la mia recensione a questo link.

Ma, torniamo a noi. Per la serie riviste agli autori, vi lascio qui sotto la mia chiacchierata con Silvia, che ringrazio ancora per il tempo che mi ha voluto dedicare!

Copyright foto: Instagram @silviacivano

  1. Ciao, Silvia e benvenuta sul mio blog. Prima di tutto, ci tengo a ringraziarti per aver accettato il mio invito. È un vero piacere poter scambiare quattro chiacchiere con te! Spero tu possa dire lo stesso. Ma, bando alle ciance, passiamo subito alla…

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