Genova

Piazza De Ferrari, Genova

[Posti che ispirano la scrittura]

Buongiorno a tutti. Per la rubrica “Posti che ispirano la scrittura” oggi vi parlo di Genova.

Amo la mia città. Con i contrasti che la caratterizzano.

La focaccia col cappuccino.

La pizza col pesto.

La fontana di piazza De Ferrari con i getti al contrario.

La città verticale, con i palazzi nei vicoli abitati dai “misci” ai primi piani e dai ricchi ai piani alti. Una specie di “Il Condominio” in grande di Ballard (eventi spiacevoli del testo narrativo a parte).

Il genovese introverso, che borbotta ai turisti ma si apre con sincerità se lo si prende nel modo giusto.

Gli edifici colorati che si abbracciano, i caruggi, il porto con le costruzioni di Piano.

La sopraelevata che, sebbene possa sembrare un mostro di cemento che taglia la città, è il posto che mi fa sentire a casa al ritorno da ogni viaggio, da ogni gita. Bastano due soli giorni distante da lei per farmi venir voglia di percorrerla.

La ragnatela di luci sospese dalla Spianata Castelletto. Il faro che illumina il mare e i tetti di ardesia tipici dello stile genovese.

Sono innamorata di Genova. Un rapporto di amore-odio tipico delle relazioni più intense. Qui vi ho ambientato vari scritti.

Il telefono dell’aldilà è ambientato a Genova. Più precisamente a Rivarolo, quartiere dove sono nata. Proprio a Rivarolo ho dedicato il libro. Trasferitosi a Genova da Reggio Calabria, Michele nota le particolarità del quartiere e del centro città con gli occhi di chi non è cresciuto qui.

Tre amiche a New York inizia a Genova. Le protagoniste, deluse dal percorso che hanno intrapreso, decidono di cambiare la loro vita per un’avventura oltre oceano. Su settanta capitoli, sono ben dodici quelli ambientati a Genova. In questo libro critico un po’ la mia città perché, nonostante l’amore per lei, ammetto che è avara con le occasioni offerte ai giovani. Emergono dunque sia le luci che le ombre che la contraddistinguono.

2 anni alla scadenza è ambientato interamente a Genova. La storia di Deb è anche un omaggio alla mia città e ai posti che amo di più. Da Boccadasse al Porto antico, Deborah vive Genova in ogni sua sfaccettatura. Come la città, la protagonista è tutt’altro che perfetta. Ma una volta che la si impara a conoscere, non si può fare a meno di volerle bene.

Milano

Navigli

Buongiorno a tutti. Per la rubrica “Posti che ispirano la scrittura” oggi vi parlo della bella Milano. Città della moda e ricca di cultura, Milano regala sempre angoli che ispirano la mia creatività.

Questa foto è di qualche settimana fa. Ero a Milano per la mostra “Botteghe di Tokyo”, della quale vi parlerò in maniera più approfondita in un altro articolo.

Milano ha alimentato più volte la mia immaginazione. Quel giorno, per esempio, ho avuto un’idea su un libro fantasy che ho in mente da un po’ di tempo. Mancano ancora molti tasselli prima che mi decida a scriverlo, ma ogni tanto ne trovo uno nuovo. E ai Navigli ne ho scovato uno importante.

Milano, inoltre, è la città di alcuni personaggi di Oltre la tempesta. Sebbene la storia si svolga in Florida, Ally parte proprio da Milano per la sua più grande avventura.

Borgo Fornari

Castello di Borgo Fornari

Buongiorno a tutti!
Oggi vorrei inaugurare una nuova rubrica: “Posti che ispirano la scrittura”.

Io traggo ispirazione dai posti che visito. Prima della pandemia viaggiavo molto; poi, per una cosa o per l’altra, ho messo da parte le mie mini-fughe e i viaggi importanti. Sebbene io ami scoprire nuove culture, posso dire che l’ispirazione arriva anche durante le gite di un giorno. Viaggiare apre la mente, e se si ha immaginazione si può scoprire (o inventare) un mondo intero.

Di tanto in tanto vi parlerò dei posti che ho visitato, delle curiosità sui vari luoghi e aneddoti eventualmente legati alle mie storie.

In questa foto sono davanti al castello di Borgo Fornari. Ci sono andata domenica scorsa. Non era una giornata molto soleggiata, ma le nuvole e la pioggia hanno conferito magia al posto, soprattutto quando siamo arrivati nei pressi del castello abbandonando. L’atmosfera rievocava le fiabe gotiche che tanto mi affascinano.

“Le avventure di Posso”. I personaggi del prequel

Buongiorno, lettori! In questo articolo vi presento alcuni dei personaggi del prequel Le avventure di Posso.

Posso

Partiamo da lui: Posso, il protagonista della saga. Da dove è nato Posso? Dalla fantasia mia e di mio padre. Ho già raccontato questa storia ma non mi stanco mai di ricordarla. Quando ero piccola ero super insistente. “Papà, posso fare questo? Posso andare lì? Posso? Posso? Posso?”. Lui per zittirmi mi rispondeva: “No. Solo Posso può”. Io allora chiedevo maggiori informazioni su questo Posso, e mio padre mi diceva che era piccolo e che viveva in un fungo nel bosco con la sua amica lumachina. Non aggiungeva mai altro. Così io, che andavo ogni giorno dai nonni in campagna, cercavo Posso nei loro prati e nei boschi vicino alla casa. Inventavo molte storie su di lui, e con gli anni è diventato uno dei miei amici immaginari più cari.

Chi è Posso nella trama della saga?

Posso è un essere misterioso che un giorno si risveglia in un bosco in Piemonte. Non sa da dove venga, né perché si sia risvegliato lì. Conosce solo il suo nome e col tempo scopre di avere dei poteri che si evolvono in base alle necessità. Per essere piccolo è piccolo… come potete vedere è alto solo una decina di centimetri. Ma non temete, la sua dimensione non lo ferma. È sempre pronto ad affrontare nuove avventure. Ha donato immortalità a quella foglia di castagno e la porta con sé ovunque. La usa sia per planare dagli alberi, sia per scendere dalle valli fiorite. 

Posso e Miss Lumachina Bla Bla

Miss Lumachina Bla Bla è la prima amica che Posso conosce quando si risveglia nel bosco. È una chiocciola al principio un po’ fifona e diffidente. Quando lo trova svenuto sul prato è indecisa se accoglierlo nella famiglia del bosco o se lasciarlo da solo. Una volta superata la diffidenza iniziale, i due diventano inseparabili compagni di avventure. Lei è permalosa, pettegola ma buona. Si fa chiamare Miss Lumachina Bla Bla, sebbene in realtà sia una chiocciola e non una lumaca senza guscio, e pretende che la si chiami con il suo nome per intero. Col tempo si arrenderà a farsi chiamare Bla, ma solo il suo amico Posso avrà il permesso di farlo. 

“Nessuno merita di rialzarsi da solo, specialmente se una volta in piedi, non sa da che parte andare”

Posso e un’ape

In questo racconto Posso incontra un’ape molto indaffarata. Non è simpatica, devo ammetterlo, ma lei non ha tempo da perdere. Deve lavorare, mica svolazzare qua e là spiegando a Posso come vivono le api! 

 «Di che ti impicci, tu? Vorresti per caso entrare in casa nostra? Ti avverto che ci sono le api guardiane che sanno come comportarsi. Non lasceranno entrare né te, né nessun’ape che arriva da altri alveari!».

Posso e Aculeo

Lui è Aculeo, un riccio abitante del bosco. Anche se i ricci di solito sono animali riservati, Aculeo ama la compagnia, specialmente quella di Posso. Nel racconto “Paura del letargo invernale” Aky è spaventato. Non vuole andare in letargo perché teme di non ritrovare più i suoi amici quando si sveglierà in primavera. Sarà compito di Posso convincere il piccolo riccio che deve lasciare la paura fuori dalla tana dove andrà a riposare. 

 «Non devi vederla in questo modo, Aky. Con l’arrivo del freddo l’albero deve spogliarsi dalle foglie stanche; riposare durante l’inverno per poi formare altre foglie, rigogliose e pronte per affrontare la bella stagione».

Wolfy e mamma lupa

Lui è Wolfy, un cucciolo di lupo. Il lupacchiotto è scappato dal branco perché vuole dimostrare di essere il migliore. Crede di avere l’udito più sviluppato degli altri, l’olfatto più fine e la vista più acuta. Posso e Wolfy si incontrano per caso nel bosco e parlano a lungo; fino a quando arriva una lupa, fiera e imponente… 

 «Ostentare le proprie capacità non è mai segno di intelligenza. Più cercherai di convincere il mondo intero della tua superiorità, meno riceverai attenzioni. Non solo perché coloro che credono di saper tutto in realtà non sanno nulla, ma perché si pongono nel modo sbagliato nei confronti della vita. Se insisterai ad andare per la tua strada senza confrontarti con quella battuta dagli altri, finirai per seguire il percorso da solo; sempre che gli umani non ti catturino prima. A quel punto non ci sarà nessuno a dirti che avevi torto, perché il branco ti avrà già abbandonato da un pezzo».

Il Signor Tasso Vinciterra e i cuccioli del bosco

Il Signor Tasso Vinciterra è il saggio del bosco e i cuccioli delle varie specie animali trascorrono volentieri le serate ad ascoltare le sue storie. Il vecchio tasso conosce i segreti del bosco, ma sa molte cose anche sull’essere umano e cerca sempre di coinvolgere tutti narrando leggende e svelando misteri. Altri personaggi presenti nel disegno: Tassolino Meles, Mantilde, Miss Lumachina Bla Bla, Aculeo.

 «Erano forti e temuti; ma non valorosi, Aculeo. Chi ruba ciò che non si è guadagnato non è valoroso, è un brigante. Anche se si trova a bordo di un galeone imponente, non devi pensare che sia giusto quello che fa».

Posso e Felis Gouta

In questa storia il piccolo Posso incontra Felis Gouta, un gatto selvatico che è in viaggio alla ricerca di altri gattoni come lui. Dopo aver ascoltato i racconti del felino, Posso inizia a riflettere sulla possibilità di partire per cercare i suoi simili… 

 «Ho deciso di partire perché a volte, per trovare quello che si vuole, bisogna andare a prenderselo».

Posso e Codino

Lui è Codino. In questa storia il piccolo Posso sta nuotando beatamente nel laghetto del bosco, quando all’improvviso vede una rondine che svolazza sopra la sua testa. All’inizio si spaventa, poi trova la calma necessaria per riordinare le idee e parlare con quello che è per lui un essere bizzarro che si muove in modo frenetico. 

 «Noi rondini in inverno migriamo perché da queste parti quando fa freddo ci sono meno insetti, e quindi torniamo col caldo».

Posso sull’asfalto

L’asfalto, voi direte, non può essere uno dei protagonisti della saga su Posso. E in effetti non lo è. Ma questa immagine è importante, poiché è tratta dal racconto in cui Posso capisce che perde i poteri non solo quando entra in contatto con l’inquinamento, ma anche quando ha a che fare con tutto ciò che è artificiale. I poteri di Posso sono dunque legati alla natura.

«Forse i tuoi poteri dipendono dalla natura. Sembra che l’inquinamento e le costruzioni degli esseri umani ti indeboliscano». Il tasso colse un lampo di tristezza negli occhi di Posso. «L’avventura che hai vissuto oggi non è stata inutile, Posso. Grazie all’insuccesso hai scoperto qualcosa di importante sulla tua specie».

Posso guarda i piccoli umani

In questa storia Posso incontra dei piccoli umani che giocano nel bosco. Seduto su un ramo li osserva, e scopre che i bambini vedono un lago popolato da creature magiche nello stesso punto in cui gli adulti vedono solo un piccolo stagno…

 «Ho notato che da piccoli, gli umani hanno un’immaginazione che perdono da grandi», rispose Posso. «Che vuoi dire?». Miss Lumachina Bla Bla era a disagio. Essere così vicino ai piedi di quei bambini la terrorizzava. «Vedi lo stagno dove stanno giocando? Poco fa ero sul ramo che li spiavo, e loro hanno detto che è un lago immenso, abitato da creature pericolose. Li ho sentiti chiamare un mostro di nome Nessie».

Posso e Serpere Natrix

Lei è Serpere Natrix. La incontriamo nel racconto “Incomprensioni e pregiudizi”. In questa storia il piccolo Posso si imbatte nel corpo senza vita di una Natrice dal collare; o almeno, crede sia senza vita… In realtà la biscia finge soltanto di essere morta perché vuole essere lasciata in pace. Non sapendolo, Posso si avvicina troppo e lei si sveglia, per poi avvolgerlo in una stretta morsa. Entrambi diffidano l’uno dell’altra: lei è stata messa in guardia da Alpinus Neretto, lo scoiattolo comune che ha paura di Posso, e Posso ha sentito cose orribili sul conto dei serpenti… 

 «Non riuscirai a seppellirmi viva!», gridò la biscia. E lo raggiunse. Posso la guardò accigliato. «Viva? Ma io non volevo seppellirti viva. Pensavo fossi morta e non volevo lasciarti lì esposta». Il rettile socchiuse gli occhi a due fessure. «Come faccio a sapere che non menti? Non mi fido di te». «Se è per questo nemmeno io mi fido di te. Non si dicono cose tanto belle di voi serpenti. Io volevo solo darti una degna sepoltura».

Questi sono solo alcuni dei personaggi che troverete nel prequel Le avventure di Posso. 

In realtà ce ne sono molti altri nel libro: Mantilde, Tassolino Meles e Bufo il Buffo, per citarne alcuni. Nel prossimo articolo vi parlerò dei Posso che incontrerete nei libri della trilogia. Per ora, però, rimaniamo nel bosco in Piemonte, con gli amici animali che si trovano nella raccolta di racconti della saga su Posso.

Illustratore: Andrea Modugno.

Se avete domande, non esitate a farle, io risponderò più che volentieri. Qui sotto trovate la copertina. Cliccando sopra la didascalia verrete rimandati all’acquisto del libro su Amazon.

Un abbraccio,

Silvia

I Posso e la Giornata della Terra

Buongiorno a tutti! Oggi è la giornata dedicata alla terra e all’ambiente. Ecco perché “ho riunito” i Posso in un post. Per parlarvi di questa storia che ho scritto proprio per sensibilizzare i più giovani alle problematiche ambientali.

La saga è incentrata sui misteriosi Posso: piccoli esseri provenienti dal mondo di Candunia che si sono risvegliati senza memoria in angoli diversi del pianeta Terra. Ci sono Posso di aria, di acqua, di terra, dell’oscurità, di fuoco, di ghiaccio e del sottosuolo. La loro forza è legata alla natura e perdono i poteri se entrano in contatto con l’inquinamento. Cannot, il nemico inquinante dei Posso, nel corso della trilogia fa di tutto per impedire il loro ricongiungimento.
Il protagonista della saga è un Posso di terra che si è risvegliato in un bosco in Piemonte.

E così, oltre a compiere quei piccoli grandi gesti quotidiani per rispettare l’ambiente, ho pensato di dedicare un’intera saga all’importanza che riveste la natura e al pericolo che corre.

Grazie ai lettori e al club di Posso, i miei personaggi hanno preso vita, e per questo non vi ringrazierò mai abbastanza.

🌏

Le avventure di Posso (prequel)

Posso e la Fiamma nella foresta (Vol.1)

Posso nella morsa dei ghiacci (Vol.2)

Posso tra le ceneri di Eonia (Vol.3)

Mythos. Creature fantastiche tra scienza e leggenda

Buongiorno! Oggi vi parlo di “Mythos. Creature fantastiche tra scienza e leggenda”, mostra realizzata da Naturaliter (Capannoli, PI) e allestita nel Museo Civico di Storia Naturale “G. Doria” di Genova, 2019-2022.

In questa mostra sono stati esposti i modelli delle creature zoomorfe che hanno preso posto nell’immaginario collettivo attraverso storie e leggende.

Le leggende, si sa, affascinano da tempo immemore. Dalle sirene ai centauri. E poi i vampiri, i draghi, le fenici e gli unicorni. Creature protagoniste di storie che incantano e catturano l’attenzione di grandi e piccini.

Quando ero bambina mi affascinava moltissimo la mitologia greca. Mia madre portava spesso a casa libri raffiguranti queste creature, che temevo e ammiravo al tempo stesso. La storia che leggevo e rileggevo allo sfinimento era quella di Medusa. Quando guardavo i disegni raffiguranti Medusa, l’immaginazione la rendeva viva ai miei occhi. Pensavo che il suo sguardo potesse pietrificarmi e che i serpenti sibilanti sulla sua testa riuscissero ad attaccarmi.

Dopo aver finito il percorso ho comprato: “Mythos. Creature fantastiche e leggendarie”, il libro stampato in occasione della mostra. È un testo accurato che riporta le principali leggende fantastiche, corredato da immagini suggestive. La parte finale del volume contiene anche le foto dell’allestimento realizzato per la mostra.

Presenza oscura

Buongiorno a tutti! Ieri ho finito di leggere Presenza oscura, di Wulf Dorn, e ho deciso di dedicare un articolo a questa lettura.

Partiamo con una breve trama: la protagonista è la giovane Nikka. Ragazza che, durante una festa di Halloween, beve un drink contenente il GBL (droga dello stupro). Ne beve una quantità eccessiva e, dopo essersi sentita male, muore per ben ventun minuti prima di tornare in vita. Durante quei ventun minuti Nikka si avventura in un luogo oscuro, all’interno del quale fa incontri molto particolari. Quando si risveglia in ospedale scopre che durante la festa la sua migliore amica è stata rapita e non si fermerà davanti a niente e nessuno per ritrovarla. Ma chi avrà portato con sé dal luogo oscuro?

Ho sintetizzato al massimo la storia altrimenti verrebbe un post troppo lungo, ma gli elementi principali ci sono. Primo fra tutti, il tema che Dorn decide di affrontare in questo libro: la vita dopo la morte. Lo fa con un’avventura avvincente, grazie alla quale sono uscita dal blocco del lettore che mi aveva allontanata dai libri per più di un mese. Ero talmente curiosa di scoprire come andassero le indagini di Nikka, che cenavo e mi fiondavo subito a leggere sul divano. La scrittura di Dorn, come sempre, è perfetta. Entri nella mente dei protagonisti, sei lì con loro ad angosciarti, a sussultare e ad arrabbiarti.

Già con “Gli eredi” Dorn aveva deciso di uscire dal genere del thriller psicologico, avventurandosi in un’ambientazione più horror e meno realistica. Con Presenza oscura cammina nuovamente su un terreno borderline ma, a parer mio, risultando ben più credibile rispetto a Gli eredi. Quantomeno per la costruzione della storia che con Presenza oscura è impeccabile. Si vede che c’è una ricerca accurata dietro alla stesura del romanzo. Dorn ha studiato come reagisce l’organismo quando si assumono droghe e descrive le scene talmente bene che sembra davvero di essere con Nikka quando si sente male a causa dell’ingestione del GBL.

Resta il fatto che per me i suoi capolavori sono Il mio cuore cattivo, Follia profonda e La psichiatra. Ma solo per un parere puramente personale, perché mi affascina di più quando Dorn fa entrare il lettore in sintonia con persone affette da disturbi mentali. Avendo lui lavorato per anni come logopedista presso una clinica psichiatrica, può attingere alla sua esperienza, e riesce a risultare molto credibile quando inventa storie aventi protagonisti possibili pazienti.

Concludo dicendo che è stata una lettura intensa, avvincente e che vi consiglio. Presto prenderò L’ossessione, il sequel de La psichiatra, romanzo di esordio di Dorn. Mi manca solo quello per dire di aver letto tutti i suoi libri, anche se spero ne scriverà ancora molti.

Chi di voi ha letto Presenza oscura? Vi è piaciuto? Avete letto qualcosa di questo autore? 

Nuova edizione di “Frozen in love”

Buongiorno a tutti! Alla fine del 2021 vi ho parlato dei miei propositi per il 2022. Al secondo punto della lista c’era:

2) Ripubblicare un libro in self che è già uscito.

Oggi sono felice di dirvi che sto per raggiungere questo obiettivo.

Giovedì 27 gennaio uscirà “Frozen in love” in self-publishing! L’ebook è già disponibile per la prenotazione.

Ci sono alcune modifiche rispetto alla versione pubblicata da Panesi Edizioni. Quella più importante è l’aggiunta di un intero capitolo ambientato nella scuola di pattinaggio che frequenta Jasmine.

Nei ringraziamenti ho nominato una lettrice, il cui toccante messaggio, totalmente inaspettato, è arrivato in un momento molto particolare della mia vita ed è servito per ricordarmi che devo scrivere. Sempre e comunque. Non devo mai arrendermi alle ingiustizie (un giorno spiegherò cosa è accaduto, ma ora voglio solo godermi questo periodo di pace).

So che l’avventura di Jasmine era già uscita, ma è stata un’emozione per me rileggere l’intera storia. Sono stata a Wentimon, poi a Vancouver e poi ancora a Wentimon.

Ringrazierò sempre Annalisa Panesi per aver creduto in questo mio primissimo libro e per averlo portato negli scaffali delle librerie e delle case di coloro che lo hanno letto. Se ho deciso di ripubblicarlo in self è solo perché ho capito di essere fatta per l’autoedizione, non perché mi sia trovata male con Panesi Edizioni. Tengo a precisarlo perché la professionalità e la passione di questo editore sono incontentabili.

Non mi resta che aspettare che Jasmine ricominci a pattinare in questa nuova edizione, che spero entrerà nei vostri cuori come quella che avete già avuto modo di conoscere negli ultimi anni.

Fotografie per copertina e retro copertina: Nicola Malnato

Il Maialino di Natale

Io, Dumbino e il Maialino di Natale

Buongiorno a tutti! Oggi condivido con voi la recensione al libro “Il Maialino di Natale”, di J.K Rowling, edito Salani.

Nella notte dei miracoli e delle cause perse Jack, insieme al suo nuovo Mimalino di Natale, si avventura nella Terra dei Perduti alla ricerca del suo pupazzo Lino, andato perso durante un litigio con la sorellastra. Per trovarlo, Jack e Nat dovranno superare molti ostacoli. Dopo aver attraversato la Landa degli Illacrimati entreranno nelle varie città della Terra dei Perduti: la città Usa e Getta, la città Dove Sarà Mai e La Città dei Rimpianti. In queste città ci sono oggetti persi dagli umani. Nella prima sono oggetti di poco conto, facilmente sostituibili, nella seconda ci sono oggetti che rivestono un’importanza più consistente nella vita degli umani, che appunto si chiedono dove possano aver messo quella Cosa che non trovano più. E infine, nella terza città, ci sono oggetti e doti rimpiante. Ma non solo: Jack e Nat incontrano anche Speranza, Felicità, Ambizione, Potere… Tutto questo per trovare l’amato Lino prima che il Perdente lo catturi e lo uccida, privandolo della sua parte vivificata.

Un viaggio che, come la storia del maghetto Harry Potter, si rivolge non solo ai bambini, ma anche agli adulti. La storia di Jack emoziona, tratta temi toccanti come la perdita di un genitore, il senso di abbandono, la paura. Quando Jack, nella Landa degli Illacrimati, incontra le Brutte Abitudini, è impossibile non soffermarsi a pensare cosa vorremmo lasciare andare nel luogo delle Cose non rimpiante. Io vorrei che il Perdente divorasse la mia Testardaggine, per esempio. Non riesco ad arrendermi alle ingiustizie e a volte, purtroppo, il mio essere ostinata a trovare la luce dove ci sono solo ombre, finisce col farmi allontanare ancora di più dal bagliore che riscalda.

A volte anche io perdo Speranza, così come Felicità, ma quando succede cerco sempre il modo di recuperarle dai fori di ritrovamento del soffitto della Terra dei Perduti…

Per concludere, è stato un viaggio intelligente, istruttivo, unico. La Rowling ha questa capacità di prendere qualcosa che in teoria si è già visto e di trasformarlo in qualcosa di ancor più originale.

Vi riporto qui sotto alcuni dialoghi che personalmente reputo geniali. E ricordatevi… Niente è perduto finché c’è ancora Speranza.

“Ancora qui, Mangiaschifezze?”, domandò Bussola alla più grande delle bocche. “Avevi giurato che per Natale saresti tornato a casa! Il tuo padrone non ti rivoleva?”
“Dagli tempo, dagli tempo” ribatté la bocca, rivelando monconi di denti anneriti. “Ora ci saranno cioccolata e caramelle dappertutto.  Vedrai che cederà e ricomincerà a rimpinzarsi”

“Come ti sei persa?” chiese timidamente.
“Per noncuranza” sospirò Felicità. “La mia proprietaria è un’attrice. È affascinante e talentuosa, ma non è stata gentile come avrebbe dovuto con le persone a cui voleva bene, né si è impegnata quanto avrebbe dovuto, anche se amava il suo lavoro” (…)
“Come farà a ritrovarti?” chiese il Maialino di Natale.
“Sarà difficile” rispose Felicità, “perché mi sta cercando nei posti sbagliati e visto che non è abituata ad ammettere le sue colpe, temo che rimarrò nella Città dei Rimpianti molto a lungo… Forse per sempre”.

Alla prossima lettura!

Io e Dumbino, il “mio Lino” di quando ero bambina, vi auguriamo una buona giornata.

Silvia

2 anni alla scadenza di Silvia Civano

fronte-con-testo

“Quando Silvia scrive storie così, è impossibile restare indifferenti. Lei e la sua scrittura semplice ma emozionante, ti conquista pagina dopo pagina. Una scrittura quella di Silvia in grado di adattarsi a qualsiasi genere. Questa storia è una ventata di aria fresca, divertente perché Deb ( a me piace chiamarla così ❤️ chissà perché… ) è un personaggio buffo, forse un po’ strana ma molto bella; nonostante tutto ha una grandissima forza. Un messaggio lasciato tra le righe: fregatene degli altri, sii te stesso, amati e fa quello che ti rende felice. Deb potrebbe essere una di noi… Grazie Silvia per questo ennesimo gioiellino.”
Katrin per Life Factory Magazine

… caro diario, si chiama Debby e mi ha conquistata dalle prime pagine… lei ed Alessandro. Chi è Debby? Una ragazza unica. Chi è Alessandro? Un ragazzo unico. Questa è la loro storia.

Deborah con l’h, anche se lei la detesta, è una ragazza che non riesce a portare a termine nulla: inizia un corso all’università e poi lo abbandona per iniziarne un altro, inizia un lavoro per poi farsi licenziare e ricominciare da capo, si trova un ragazzo del quale si innamora e dopo due anni lo lascia … un carattere il suo difficile ed incomprensibile.

“ … io sono come le gatte tricolore: sono carine a vedersi, ma sono anche
difettate. In che senso difettate? Chiede sorpreso … beh hanno un carattere strano. Sono diffidenti all’inizio e non è facile avvicinarle. … grazie per il bignami sulle fatte tricolore, ma per come la vedo io, è più bello…

View original post 555 altre parole

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: