Recensione La scatola dei bottoni di Gwendy Silvia Civano
Recensioni libri

LA SCATOLA DEI BOTTONI DI GWENDY

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Buongiorno, lettori! Oggi vi parlerò del racconto breve “La scatola dei bottoni di Gwendy” di Stephen King e Richard Chizmar. Vorrei sottolineare che si tratta di un racconto breve e non di un romanzo. Tra margini, interlinea e pagine bianche, la storia si legge in poche ore e credetemi se vi dico che ci ho messo più tempo ad organizzare la foto a tema del libro, che non a leggerlo.

Ho deciso di prenderlo perché mi ha attirato la quarta di copertina. Dopo aver letto la trama ho pensato: “Devo assolutamente leggerlo!”. Però avevo già altri libri di King che mi aspettavano nella mia libreria, così la prima volta ho desistito. La seconda volta la copertina ha chiamato con maggiore insistenza, ma ho di nuovo resistito. “Devo ancora leggere Pet Sematary e IT”, mi sono detta, e sono uscita dalla libreria con un paio di libri per ragazzi nel sacchetto. La terza volta è stata fatale. Ha vinto la copertina, ha vinto la trama, ha vinto la curiosità. Solo che di fatto, la trama è stata l’unica cosa che mi è davvero piaciuta. L’idea di base era buona, se non fosse stata sviluppata così frettolosamente. È come se avessero voluto confezionare un prodotto da vendere senza prima svilupparlo come si deve. Tanto c’è la firma di King, tanto i lettori fedeli lo compreranno comunque…

Questo è ciò che succede: una ragazzina un po’ cicciottella corre per smaltire i kg di troppo. Incontra un uomo che decide (non si sa perché) che lei è la prescelta per tenere una scatola misteriosa. E misteriosa rimane, dato che non viene mai spiegato granché sulla sua provenienza. Sappiamo solo che ha otto bottoni, sei dei quali servono per distruggere i sei continenti del mondo. Due invece hanno un compito diverso: quello rosso può esaudire ogni desiderio di Gwendy, quello nero… forse premendolo si distrugge il pianeta intero? Chissà… Ciò che conta è che da quando Gwendy prende in custodia la scatola, tutto inizia ad andarle bene. Dimagrisce, diventa popolare, viene ammessa al college, trova un fidanzato bello e bravo. Insomma, va tutto alla grande. Mangia i cioccolatini a forma di animali e ritira le monete d’argento che escono dalla scatola misteriosa. Una scatola che solo in apparenza le porta gioia e felicità, perché di fatto è la scatola a possedere Gwendy, e non il contrario. Un po’ come se accettandola, avesse venduto la propria anima…

Il punto è che bisogna far lavorare troppo la propria fantasia per dare un senso alla storia. È bello che il lettore possa interpretare, ma addirittura dover inventare, questo no. In un racconto brevissimo King e Chizmar fanno trascorrere anni e anni. La piccola Gwendy cresce e diventa una donna, e alla fine della storia le domande sono superiori alle risposte. Il racconto è scorrevole, non si può certo dire che sia scritto male, però mi aspettavo di più, molto di più dal Re e dalla sua “penna”. L’unica cosa che mi consola è che la copertina è talmente bella che fa il suo figurone nel mio salotto, ma le lodi a questo romanzo finiscono qui.

E voi cosa ne pensate? Vi è piaciuto il libro o ha deluso le vostre aspettative?

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